Lettera di candidatura

19.07.2013 15:44

Carissimi,

desidero accompagnare con questa breve nota la comunicazione alla Comunità del Politecnico della mia candidatura per la prossima tornata elettorale a Rettore del Politecnico di Bari.

Le circostanze che hanno portato ad un anticipo di questa tornata elettorale rispetto alla sua naturale scadenza riflettono, a mio avviso, anche il senso di un cambiamento profondo che sta attraversando la nostra Istituzione. Tale cambiamento è effetto non solo della recente riforma universitaria, ma anche dell’emergere di nuove sensibilità e volontà.

La breve storia del nostro Politecnico (appena “maggiorenne”, disse una volta il Rettore Nicola Costantino) vede ormai al termine la prima fase della sua vita, quell’epopea pionieristica in cui i padri fondatori ne hanno tracciato i caratteri con le loro scuole. Nella transizione verso una nuova fase, in cui tali caratteri dovranno fecondare il futuro della nostra Istituzione, stiamo però affrontando tempi difficili. La crisi, che attanaglia l’economia e la società italiana da ormai troppi anni, manifesta sempre più evidenti connotati strutturali. Si stanno modificando, tra l’altro, i valori e i tratti culturali così come il significato e il ruolo delle istituzioni culturali. Il periodo che ci aspetta è complesso, ma non dobbiamo spaventarci o peggio demoralizzarci. Forti della nostra pur breve, ma importante storia, potremo essere interpreti del cambiamento.

La responsabilità sociale del Politecnico è altissima e non possiamo sottrarci ad essa. Dobbiamo contribuire con tutte le nostre forze al progresso della società e compiere fino in fondo il nostro dovere.

In un momento in cui sembrano indebolirsi gli ideali e le vocazioni, a noi toccherà tracciare un percorso che ridia speranze soprattutto ai giovani, prospettando un futuro di cittadini europei e del mondo, coniugando il nuovo con i valori della nostra tradizione.

In tale percorso dobbiamo sempre essere con realismo consapevoli che cambiare è possibile. Come scrisse lo scrittore e ingegnere Robert Musil nel suo romanzo L’uomo senza qualità:

“Chi voglia varcare senza inconvenienti una porta aperta deve tener presente il fatto che gli stipiti sono duri: questa massima alla quale il vecchio professore si era sempre attenuto è semplicemente un postulato del senso della realtà. Ma se il senso della realtà esiste, e nessuno può mettere in dubbio che la sua esistenza sia giustificata, allora ci dev'essere anche qualcosa che chiameremo senso della possibilità. […] Il possibile però non comprende soltanto i sogni delle persone nervose, ma anche le non ancor deste intenzioni di Dio.”

E’ a questo senso della realtà e della possibilità a cui desidero ispirarmi se questa mia candidatura avrà successo.

Con stima

Vito Albino

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